giovedì 16 maggio 2013

Pardo d'onore ad Herzog

Il Festival Internazionale del Cinema di Locarno (dal 7 al 17 agosto 2013) assegnerà il premio alla carriera al grande regista tedesco Werner Herzog. Per l'occasione verranno riproposti numerosi film del regista, il quale parteciperà a una conversazione aperta al pubblico.

MG


Uscite in sala 16/17 maggio 2013

16 maggio 2013

Il grande Gatsby (di Baz Luhrmann, con Leonardo Di Caprio, Tobey Maguire - distr. Warner Bros.)

New York, primi anni del 1920. Nick Carraway, aspirante scrittore del Midwest, arriva nella Grande Mela in cerca del suo personale 'sogno americano'. In un'epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica jazz e la delinquenza, Nick si ritrova coinvolto dal suo vicino di casa Jay Gatsby - un misterioso milionario a cui piace organizzare feste - nell'accattivante mondo dei super-ricchi, con le loro illusioni, amori ed inganni. Ben presto, però, Nick diventerà consapevole di quanto effimera e problematica sia l'esistenza di questo 'nouveau riche'...


Post Tenebras Lux (di Carlos Reygadas, con Adolfo Jiménez Castro, Nathalia Acevedo - distr. Academy
Two)

Juan decide di trasferirsi insieme alla sua famiglia nelle campagne del Messico. Inizialmente, pur trovandosi in un mondo distante anni luce dal suo, rimarrà affascinato dala nuova realtà ma ben presto dovrà fare i conti con due diversi modi di pensare che non riescono a convivere bene tra di loro...




AmeriQua (di Marco Bellone e Giovanni Consonni, con Alessandra Mastronardi, Bobby Kennedy III -
distr. Uci Cinemas e Circuito The Space)

Il pigro neolaureato Charlie, rampollo di una facoltosa famiglia americana, scaricato dai genitori con un modesto gruzzolo decide di cominciare una nuova vita in Italia. Arriva così a Bologna, dove grazie all'amico Lele - proclamatosi 'Re di Bologna' - e al suo gruppo di amici entrerà in un vortice di scorribande e divertimento in cui imparerà a corteggiare le donne italiane, fare festa fino a tardi e scatenare l'anarchia generale. Tutto fila liscio finché, per caso, si metterà sulla strada dei due boss mafiosi Don Ferracane e Don Farina...


A Lady in Paris (di Ilmar Raag, con Jeanne Moreau, Laine Magi - distr. Officine Ubu)

Anne lascia l'Estonia per andare a Parigi ad occuparsi di Frida, un'anziana compaesana che vive in Francia da molti anni. Ben presto, però, Anne si rende conto di non essere proprio la benvenuta. Frida, infatti, non perde occasione per scoraggiarla essendo interessata esclusivamente alle attenzioni di Stéphane, un uomo più giovane di lei con cui in passato ha avuto una relazione, che a sua volta cerca di convincere Anne a restare per prendersi cura di Frida..



17 maggio 2013

Beket (di Davide Manuli, con Luciano Curreli, Jérôme Duranteau - distr. Distribuzione Indipendente)

Freak e Jajà si incontrano ad una fermata d'autobus in mezzo al nulla. I due non si conoscono, ma decidono lo stesso di intraprendere insieme il viaggio verso GODOT, un Dio che si è manifestato al di là della montagna, sotto forma di sonorità musicale. Lungo il tragitto, i due incontreranno un gruppo di personaggi piuttosto bizzarri.



(cinematografo.it)

lunedì 13 maggio 2013

Miguel Gomes: Tabu (analisi prologo)

Tabu

(analisi prologo) 


Come promesso, verrà proposta da I Cineuforici un'accurata analisi del capolavoro di Miguel Gomes: Tabu. L'analisi, come per Holy Motors, sarà particolarmente strutturata e verrà suddivisa in tre parti con altrettanti post. Da protocollo, si partirà dal principio, ovvero dal prologo. Prima delle parole, la visione...




Accompagnato dalla musica di un pianoforte e dai titoli di testa, il prologo inizia con un emozionante piano sull’esploratore al centro dell’inquadratura. La sua postura è leggermente di tre quarti, lo sguardo rivolto verso il basso e le spalle leggermente abbassate: ha la saudade. Alcuni nativi del posto lo raggiungono e lo superano, allontanandosi verso lo sfondo verdeggiante della giungla. La voce narrante, dello stesso Miguel Gomes, ci illustra il personaggio dell’esploratore melancolico. Presentando allo spettatore il carattere melancolico dell’intrépido explorador in maniera così diretta, il regista fornisce la chiave di lettura della sua pellicola: un’oscillazione fra gioia e dolore, tristezza e felicità. Edouardo Lourenço, saggista e filosofo portoghese, descrive la saudade e la sua influenza sui portoghesi (T.d.a):


“I portoghesi sono talmente presi dal sentimento della saudade che hanno rinunciato a definirla. Una sorta di melancolia allo stesso tempo triste e felice? Una discesa, come quella di Orfeo, in un labirinto del tempo sepolto, per percepire il volto vivo e morto, della felicità passata? La saudade non si spiega, si vive”.


Non è un caso che Gomes non spiega, non definisce lo stato della saudade. Essa è presente nella pellicola, ma non va spiegata: deve essere vista e vissuta sia dai protagonisti sia dallo spettatore.
Dopo aver mostrato il lavoro dei nativi dell’Africa centrale, Gomes segue con un travelling la camminata di profilo dell’intrépido explorador, fuggito dalla sua terra natale per allontanarsi dai ricordi della sua amata. “Il cuore è il muscolo più insolente del nostro organismo”, sostiene Gomes. Talmente insolente, che fa vivere al personaggio cose che razionalmente non si dovrebbe vivere. Emerge in questo piano, nella plongée successiva sul riposo dell’esploratore e nella seguente contre plongée sul fantasma della moglie, il duello fra razionalità e sentimento. La lotta fra questi due poli, ossia tentare di dimenticare la moglie defunta, il desiderio di rivederla da parte del muscolo insolente e la successiva visione, fa nascere nell’intrépido explorador proprio lo stato di saudade.
Non si può scappare al muscolo insolente, sostiene la moglie. Alla melancolia nessun rimedio è possibile, se non con la morte (così afferma l’esploratore in due magnifici controcampi con la moglie).


Il silenzio successivo della voce narrante, nonchè l’immagine dell’esploratore che cammina nel cuore dell’Africa e la musica del pianoforte che acquista un ritmo da comica di inizio novecento, fanno intendere il passaggio a una nuova fase del prologo, la più emozionante. L’esploratore, di spalle, guarda il fiume che si dispiega di fronte ai suoi occhi, con la solita aria melancolica. Si volta verso la cinepresa e, con un cenno della mano, saluta i nativi del posto. La voce narrante spiega che nelle acque un coccodrillo attende il tuffo dell’esploratore, il quale, a sua volta, è cosciente del suo destino. Dopo il tuffo, udibile fuori campo, la popolazione del posto inscena una danza rituale. Essi hanno dei fischietti di plastica. È un errore del film? No, si tratta dell’espressione di uno stato d’animo, non della realtà. I fischietti hanno la funzione delle magliette della squadra di calcio del Barcellona e che si ricordava nella recensione: è un atto di magia, di coinvolgimento e di creazione, non la riproduzione fedele dell’Africa.  

Da ultimo, una sequenza illustra il ruolo del regista. Sulla danza dei nativi compare la notte e una luna piena. Un coccodrillo triste e melancolico, come ricorda la voce del regista, è ai piedi della moglie fantasma. Il coccodrillo è l’esploratore, si è cibato di lui e ne ha assunto lo stato d’animo della saudade. È con questo occhio, quello del coccodrillo e del regista, che deve essere visto il resto della pellicola.  


Mattia Giannone


Box Office 9/12 maggio 2013

  1. Iron Man 3
  2. Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe
  3. La casa
  4. Mi rifaccio vivo
  5. L'uomo con i pugni di ferro
  6. Effetti collaterali
  7. Viaggio sola
  8. Attacco al potere
  9. Fire with Fire
  10. 20 anni di meno

giovedì 9 maggio 2013

Inside Llewyn Davis: trailer e locandina

Mentre l'attesa per il nuovo film dei fratelli Coen (Inside Llewyn Davis) sale, almeno per quanto mi riguarda, a dismisura, ecco che ci viene proposto il nuovo trailer. Che dire? C'è aria di un'ottima pellicola. 
Godiamoci questo trailer e la locandina del film!



MG

Bernardo Bertolucci: Presidente di Giuria a Venezia 2013

Sarà Bernardo Bertolucci, autore di film indimenticabili nonchè del recente Io e Te, il prossimo Presidente di Giuria alla 70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. 

MG

Pablo Larraìn: NO

All'occorrenza della sua uscita nelle sale italiane, ripubblichiamo la recensione di questo ottimo film.



NO
 
(Usa, Cile, Mex 2012, 110 min., col., drammatico) 

Pellicola amara, molto amara quella di Pablo Larraìn in lizza come “Miglior film Straniero” agli Oscar 2013. 

È la fine del regime di Pinochet con il referendum del 1988, il soggetto scelto da Larraìn per il suo nuovo film, condito da salsa ironica. L’oggetto di derisione, infatti, è proprio la politica: la politica delle adunate, delle ovazioni, ma anche del mondo televisivo e (perché no?) del contemporaneo mondo del web (fra le righe, s’intende…). La politica dell’oppressione di Pinochet si spezza grazie al coraggio di uno spot elettorale proposto in televisione. L’autore della campagna per il “NO” (alla dittatura) è il giovane pubblicitario Renée Saavedra (Gael Garcìa Bernal) che, spinto dagli oppositori del regime, realizza uno spot audace e in grado di coniugare lo spirito delle pubblicità alla drammaticità della storia cilena. 

La storia è storia e come tale va raccontata, ma Larraìn non si sofferma alla mera enumerazione dei fatti. Tutt’altro: i fatti sono il contesto, l’alcova della sua sottile ironia, vero motore della vicenda.
Partendo dal contesto temporale e spaziale, non si può non apprezzare la congiunzione fra estetica e narrazione, fra la qualità dell’immagine e l’epoca in cui si svolgono i fatti (1988). Qui risiede tutta la particolarità e la bellezza di NO. L’immagine è brutta, perché "brutte" erano le immagine televisive degli anni ottanta. Utilizzandole per fini estetici e narrative, acquistano nuova vita e nuova freschezza: esse si mischiano alle immagini d’archivio presenti, omogeneizzandosi in un fluido visivo e dal format televisivo. Esse calzano alla perfezione! Per rendere ottimale allo spettatore  la sensazione di essere negli anni ottanta, il regista utilizza una macchina da presa dell’epoca. Come confida ai Cahiers du cinéma (n°687, marzo 2013), egli ha utilizzato la cinepresa Ikegami del 1983 che ha in sé la caratteristica di proporre immagini quadrate e colori desaturati. 
 
Così utilizzate esse diventano “belle”, non in quanto tali, ma all’interno del contesto in cui sono inserite. Ecco come s’incastra, allora, il tassello dell’“ironia” in NO: utilizzando la tecnica dell’immagini quadrate e desaturate, essa s’intercala nel mondo nascente della pubblicità moderna, ricca di sorrisi rassicuranti e di felicità. Come è possibile mostrare uno spot con immagini allegre ad un popolo che ha subito le peggiori sevizie? A questa domanda, posta da un oppositore di Pinochet, il regista e Renée rispondono: mostrando ciò che vorrebbero vedere. Questa risposta è l’"amarume" della pellicola: si vince con gli spot alla “Mulino Bianco”, non con un elenco di atrocità e torture. Certo, il tutto è triste e lo sa anche Pablo Larraìn, ma è qui che risiede la forza della pellicola vincitrice a Cannes 2012 della Quinzaine des Réalisateurs.

Mattia Giannone

Ancora Michael Shannon per Jeff Nichols

In Italia non è ancora uscito l'attesissimo e pluri-apprezzato Mud, che già si vocifera una nuova collaborazione fra Michael Shannon e Jeff Nichols. Il progetto, prodotto dalla Warner Bros., sarebbe un science fiction, ma ancora senza titolo. Noi, de I Cineuforici, speriamo solo che il grande talento statunitense non si stia vendendo alla spirale dell'intrattenimento e dell'incasso a tout prix! Staremo a vedere...
MG

Saul Bass: Google Doodles

Google, con i suoi ben noti Doodles, ha reso omaggio a uno dei più grandi creatori dei titoli di testa, Saul Bass, per il novantatresimo anno dalla sua nascita. L'artista, morto a Los Angeles nel 1996, ha realizzato i titoli di testa degli hitchcockiani La donna che visse due volte (Vertigo, 1958), Intrigo internazionale (North by Northwest, 1959) e Psycho (1960).  Altri film sono da segnalare: Spartacus (1960), West Side Story (1961), Shining (1980), Quei bravi ragazzi (Goodfellas, 1990), Cape Fear (1991) e Casino (1995).
  
Ecco il Doodle:


MG

Festa del Cinema 2013

Da oggi 9 maggio fino al 16 maggio 2013 ci sarà la Festa del Cinema. Si potrà assistere alle proiezioni cinematografiche al modico prezzo di 3 euro e di 5 euro per i film in 3D. Che aspettate? Correte nelle sale per rilanciare l'economia cinematografica. I Cineuforici consigliano la pellicola No - I giorni dell'arcobaleno di Pablo Larraìn, che esce oggi nei cinema.

MG