giovedì 31 marzo 2011

9000 visualizzazioni

I Cineuforici hanno raggiunto le 9000 visualizzazioni di pagina.



Grazie a tutti e... continuate a seguirci!

mercoledì 30 marzo 2011

Bill Murray è Franklin Delano Roosevelt

Bill Murray, spiazzando per l'ennesima volta un po' tutti, interpretaerà il presidente americano Franklin Delano Roosevelt nella nuova pellicola di Roger Michell intitolata Hyde Park On Hudson. La pellicola è un adattamento di un'opera radiofonica di Richard Nelson, che racconta la visita di Giorgio VI negli Usa, ospitato nella villa di New York di Roosvelt. Il monarca inglese assisterà a un weekend di relazione amorosa fra il presidente Usa e la cugina Margaret Stuckley.

MG

lunedì 28 marzo 2011

Box office weekend 25/27 marzo 2011

  1. Nessuno mi può giudicare
  2. Amici, Amanti e...
  3. Amici miei - Come tutto ebbe inizio
  4. Sucker Punch
  5. Rango
  6. Dylan Dog -Il film
  7. Gnomeo & Giulietta
  8. Il rito
  9. Frozen
  10. Sotto il vestito niente

venerdì 25 marzo 2011

giovedì 24 marzo 2011

James L. Brooks: Come Lo Sai



JAMES L. BROOKS
Come Lo Sai

(How Do You Know, Usa 2010, col., commedia)

Capisci quello che vuoi e impara a chiederlo

L'ultima pellicola di James L. Brooks, cineasta brillante ma conosciuto principalmente come creatore (insieme a Matt Groening) dei Simpson, è uscita in concomitanza ed è stata irreversibilmente eclissata da due colossi, "Il Cigno Nero" e "Il Grinta". E' un peccato che sia passato così in sordina, non tanto per la qualità dell'opera (che è discutibile), quanto perchè offre uno spunto di riflessione in merito a un genere evergreen che però solo di rado si rinnova: la commedia romantica. Ma prima veniamo al film.

Da una parte c'è Lisa (Whiterspoon), campionessa di softball che, rifiutata dalla sua squadra, non sa quale direzione prendere nella sua vita; pronta a rimettersi in gioco, si "consola" nel suo momento di massima indecisione con Matty (Wilson), aitante giocatore di baseball. Dall'altra George (Rudd), ingenuo uomo d'affari accusato delle colpe fraudolente del padre (Nicholson). Il resto si scrive da sè. I personaggi sono azzeccati: Owen Wilson nel suo ruolo congegnale di bonaccione superficiale egocentrico; Rudd balbettante, tenero e imbranato; la Witherspoon donna sveglia e autosufficiente del terzo millennio, in realtà fragile sull'orlo di una crisi di nervi.

Vedere questo film dà una strana sensazione: non si ride molto, mentre si oscilla in continuazione tra dramma e commedia. La regola ferrea per cui ogni commedia romantica è categoricamente prevedibile (incontro-innamoramento-crisi-riavvicinamento) è qui infranta per favorire uno sviluppo meno spettacolare e più credibile. Non si trova la volgarità imperante in questo genere, diventata condizione necessaria e sufficiente per raggiungere il grande pubblico (infatti non l'ha fatto). Non si trova conforto nemmeno nei luoghi comuni del genere: ad esempio, il "triangolo" non è evidenziato e non c'è la classica competizione tra i "contendenti".

Brooks è autore pluripremiato di pellicole sentimentali, da "Voglia di Tenerezza" (5 p.Oscar) a "Qualcosa è cambiato" (2 p. Oscar), una delle più sofisticate ed efficaci commedie degli ultimi anni. Come regista ha sempre dimostrato sensibilità e delicatezza, nonchè una forma di spontaneità, di garbo nel comunicare "dritto al cuore", che manca a mio avviso a colleghi sopravvalutati come Nancy Meyers (artificiosa, ruffiana) o Woody Allen (petulante, auto-referenziale). Una messa in scena credibile sorretta da una sceneggiatura di ferro: vi sono frasi memorabili (come in "Qualcosa è Cambiato"): "A tutti noi basta una piccola correzione perchè la nostra vita funzioni" e "Come lo sai che sei innamorato? Quando metti il preservativo con le altre"

La pellicola è stata un flop in america. Complice è anche il fatto che a una prima visione appare come un "pasticcio" senza chiara identità. In realtà possiede una profondità di comunicazione, tanto forte nei dialoghi quanto nel silenzio (sguardi e tentennamenti), in grado di spiazzare lo spettatore.

La gente vuole sentire ciò che già conosce.
Stefano Uboldi

Jason Schwartzman ancora per Wes Anderson in Moonrise Kingdom

Al cast della nuova fatica del regista indipendente americano, Moonrise Kingdom si aggiunge Jason Schwartzman, altro attore simbolo della filmografia di Wes Anderson. Oltre a Schwartzman, completano il cast Edward Norton, Frances McDormand, Bruce Willis, Tilda Swinton e Bill Murray. Non si sa ancora nulla per quanto riguarda i due giovani protagonisti, probabilmente al loro esordio.

MG
Sucker Punch

Babydoll, una ragazzina scioccata da terribili esperienze familiari, lobotomizzata e finita contro la sua volontà in un istituto per malati mentali, si rifugia in un modo immaginario. Attraverso la sua mente e il mondo dei sogni, infatti, le costrizioni del tempo e dello spazio non esistono e lei è libera di vivere incredibili avventure, che sfumano i confini fra il reale e l'immaginario, e che potranno liberarla dai suoi carcerieri: Madam Gorski, Blue e High Roller. Guidata da un Saggio, Babydoll, insieme ad altre quattro ragazze - la schietta Rocket, la scaltra Blondie, la leale Amber e la riluttante Sweet Pea -, combatterà una fantastica guerra contro guerrieri e mostri leggendari con un immenso arsenale a propria disposizione.

(cinematografo.it) 
Silvio forever

Cineritratto ideato dagli autori del libro "La Casta", Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, su una delle figure più emblematiche - amata e odiata, osannata e vituperata - della Storia politica recente del nostro paese: Silvio Berlusconi.

(cinematografo.it) 
Frozen

Tre appassionati di snowboard si troveranno a vivere una drammatica vicenda quando verranno dimenticati e abbandonati a bordo di una seggiovia. I tre amici, colti dal panico e consci che l'impianto non verrà riaperto prima del successivo fine settimana, combatteranno una disperata lotta contro una delle morti più atroci possibili. Tenteranno, infatti, di scovare una modo per abbandonare la montagna e resistere ai sintomi dell'assideramento e dell'ipotermia, superando anche una serie di ostacoli inaspettati.

(cinematografo.it) 
Non lasciarmi

Inghilterra. Kathy, Tommy e Ruth sono cresciuti insieme nel collegio di Hailsham. Divenuti maggiorenni, i tre ragazzi sono costretti a lasciare l'idilliaco ambiente che finora li ha tenuti uniti e protetti dal resto del mondo. Consapevoli di quale sia la loro missione nella vita, una volta fuori, ognuno di loro si troverà costretto a fare i conti con il proprio destino e allo stesso tempo con la reale forza di sentimenti come amicizia, dolore, amore e gelosia...

(cinematografo.it) 
Space Dogs 3D

Mosca, 1950. Una serie di misteriose sparizioni sta spargendo il panico nella popolazione canina della città. I malcapitati sono soprattutto i poveri randagi, ma anche i cani più fortunati devono stare attenti. E tra questi ultimi c'è Belka, una cagnetta star del circo famosa per il suo 'numero del razzo', che un giorno si trova improvvisamente costretta a salire a bordo di una macchina nera guidata da sconosciuti. Insieme a Strelka, una cucciola randagia, Belka arriverà al centro spaziale dove, sotto la guida del cane istruttore Kazbek e aiutate dal topolino Venya, verranno istruite per intraprendere una missione molto pericolosa ma straordinaria e destinata a segnare un punto fondamentale nella corsa dell'uomo verso lo spazio...

(cinematografo.it) 
Sotto il vestit niente - L'ultima sfilata

L'ispettore Vincenzo Malerba è chiamato a condurre le indagini di una serie di omicidi avvenuti dietro le quinte del patinato mondo della moda milanese tra intrighi di sesso, cocaina e sangue. Alexandra, splendida top model legata da anni alla griffe del couturier Federico Marinoni, viene travolta da un ignoto pirata della strada mentre sta andando a festeggiare a casa di amici la fine di una sfilata che l'ha vista trionfare in passerella. L'ispettore Malerba non è convinto della tesi investigativa che verte sull'incidente e pensa che dietro la morte della donna vi sia un intento omicida. Nel frattempo, lo stilista Marinoni invia la sua assistente alla ricerca di una sostituta per Alexandra e la scelta cade su Britt, una ragazza svedese. L'arrivo della nuova modella, di cui Marinoni si dimostra immediatamente entusiasta, susciterà le inevitabili gelosie delle colleghe, soprattutto di Cris, la migliore amica di Alexandra, che sperava in cuor suo di prenderne il posto. Quando anche Cris viene uccisa, Malerba vede confermati i suoi sospetti . L'ispettore concentrerà le sue indagini nell'entourage della casa di moda cercando di smascherare il presunto colpevole e allo stesso tempo, con il sopraggiungere di altre morti sospette, di proteggere Britt, a sua volta nel mirino del killer...

(cinematografo.it) 
Amici, amanti e...

Adam scopre che il padre Alvin si è messo con la sua ex ragazza. A consolarlo ci penserà Emma, una sua cara amica con cui tenterà di mantenere una relazione esclusivamente fisica. Ben presto, però, Adam ed Emma, cercando di evitare qualsiasi forma di legame, proveranno a trovare una risposta alla domanda: «possono due amici fare sesso senza innamorarsi?».

(cinematografo.it) 

Uscite al cinema nel weekend del 25 marzo 2011

25 marzo 2011
  • Amici, amanti e... (di Ivan Reitman, con Natalie Portman, Ashton Kutcher - distr. Universal)
  • Sotto il vestito niente - L'ultima sfilata (di Carlo Vanzina, con Francesco Montanari, Vanessa Hessler - distr. Medusa)
  • Space Dogs 3D (di Inna Evlannikova, Svyatoslav Ushakov Animazione - distr. One Movie)
  • Non lasciarmi (di Mark Romanek, con Carey Mulligan, Andrew Garfield - distr. 20th Century Fox)
  • Frozen (di Adam Green (II), con Emma Bell, Joe Lynch - distr. M2 Pictures)
  • Silvio forever (di Roberto Faenza e Filippo Macelloni Documentario- distr. Lucky Red)
  • Sucker Punch (di Zack Snyder, con Emily Browning, Abbie Cornish - distr. Warner Bros)

mercoledì 23 marzo 2011

martedì 22 marzo 2011

Box office weekend 18/20 marzo 2011

  1. Nessuno mi può giudicare
  2. Amici miei - Come tutto ebbe inizio
  3. Rango
  4. Dylan Dog -Il film
  5. Il rito
  6. Gnomeo & Giulietta
  7. Street Dance 3D
  8. Il discorso del re
  9. Black Swan - Il cigno nero
  10. I ragazzi stanno bene

giovedì 17 marzo 2011

Articolo Del "Mucchio" sull'"Omologazione" del Cinema


A seguito dell'articolo sul significato (e sul futuro..) del 3D nell'arte cinematografica, colgo l'occasione per segnalare un'articolo su una questione che è stata motivo di discussione in merito al "Box Office" di qualche settimana fa. Tratto da "Il Mucchio Selvaggio" di questo mese (n. 680, p.154-155), è un'articolo "illuminante" (La Coda Corta) di Luca Castelli.

"Cinema in crisi? Produttori sull'orlo del lastrico? Azione combinata pay-tv, dvd e download piarata che soffoca le sale cinematografiche? Industria agonizzante? Non certo in Francia. Dall'altra parte delle alpi, il 2010 è stato un anno da ricordare, come testimoniano le cifre rese note dal Centre National Du Cinèma (Con 206 milioni di spettatori è uno dei migliori anni di tutti i tempi, bisogna risalire al 1967 per trovarne uno migliore) [...] Esclusività francese? Non proprio. Negli stessi giorni in cui il CNC brindava a Champagne, in Italia i produttori stappavano parecchie bottiglie di spumante. Almeno, quelli delle sei commedie protagoniste dell'inverno più ricco che il cinema ricordi. Sei film autarchici (Che bella giornata, La banda dei Babbi Natale, Natale in Sudafrica, Qualunquemente, Immaturi, Femmine Contro Maschi) in grado di incassare, in appena ciquanta giorni, oltre centodieci milioni di euro al botteghino. Più di due milioni di euro al giorno. Alla faccia delle lamentele sulla fine del mondo. E alla faccia della crisi. O meglio, forse, proprio grazie alla crisi, come sostengono i teorici del cinema come industria anticiclica, sorta di bene rifugio emozionale al quale ci rivolgiamo nei tempi bui, quando abbiamo pochi soldi in tasca e tanto bisogno di distrazione [...]"

"Tutto bene dunque? Non proprio. Perchè questi exploit milionari nascondono segnali complessivi poco rassicuranti. Forse non tanto dal punto di vista economico, quanto da quello sociale, culturale e artistico. Proseguendo nella lettura dell'articolo su "Les Inrocks", si fa in fretta a scivolare dallo champagne nella merde. Quella in cui è costretta a sguazzare la grande maggioranza di produttori ed esercenti tagliati fuori dal banchetto Mainstream. I 206 milioni di spettatori infatti tendono ad accentrarsi in pochi multiplex. Corrono a vedere sempre e solo gli stessi blockbuster. [...] All'abbondanza fin esagerata delle uscite (anche venti nuovi film a settimana) non corrisponde alcun equilibrio nei riscontri economici. E la forbice tra i film che guadagnano tanto e quelli che non guadagnano nulla si sta aprendo in modo inverosimile. E' un vizietto comune alla finanza globale: oggi, in generale, la distanza tra ricchissimi e i poverissimi del mondo si è fatta molto più ampia rispetto a trant'anni fa. Con il nulla nel mezzo, vista la graduale scomparsa della classe media. Tradotto al cinema, il divario si presenta in modo eloquente. Prendiamo i venti film più visti in Italia dal 29 gennaio al 4 febbraio: il primo (Femmine contro maschi) ha incassato 3.846.589 euro in sette giorni; il ventesimo (Tamara Drew) 13.079 euro. Avete letto bene: tra il numero uno e il numero venti c'è un rapporto di trecento a uno."

"[...] Non solo le nostre città sono ormai territorio in mano dei grandi supermercati del cinema [...], ma in buona parte di essi ormai viene meno la varietà di offerta che sembrerebbe implicita nel nome stesso: "multi sala". Piuttosto che concedere anche solo lo stanzino più minuscolo a Tamara Drew, i gestori scelgono di appaltare due o tre sale a Checco Zalone. A orari diversi, così si ottimizzano i guadagni."

Stefano Uboldi

Il 3D come fine o come mezzo? Riflessione da uno spunto di Bernardo Bertolucci

In una recente intervista, il cineasta italiano settantenne Bernardo Bertolucci ha dichiarato di voler girare un film con la tecnologia 3D. Ma in che modo? Non in maniera avatariana o di recentissimme pellicole da incasso. Non, insomma, per esaltarre gli effetti speciali (e di conseguenza anche il box office), piuttosto "come elemento tecnologico per andare ancora più a fondo nel fondo dei personaggi", sostiene il regista emiliano.
A mio avviso la tecnologia 3D morirà, o almeno non diverrà un altro caposaldo del cinema come il sonoro o il colore, se non verrà utilizzata anche (e non solo) per film diversi da quelli che si possono vedere nelle sale mondiali; per film in cui il 3D non è il mezzo per gincassare di più, ma un fine che ha come base una nuova estetica del cinema.
Si sono realizzate pellicole epocali anche a colori, nonostante il fascino del bianco e nero. Si sono realizzati film sonori di alto livello, nonostante all'epoca molti crdessero fosse la fine del cinema.
Il tutto sta, ma è scontato dirlo, nel modo in cui le cose vengono  utilizzate. Ovviamente oggi come oggi, anche a causa della qualità, dei costi e dei mal di testa degli spettatori, questa nuova faccia della medaglia cinema sembra lontana. Questa intervista rilasciata dal cineasta italiano, però, potrebbe essere un buon primo passo verso nuove possibilità cinematografiche.

Mattia Giannone

martedì 15 marzo 2011

Ghostbusters 3: (nuove) notizie

Nuove notizie dal fronte Ghostbusters 3. Anzi, per dirla tutta: niente di nuovo se non la conforma di ciò che si diceva in precedenza, ovvero che manca il parere di Bill Murray.
Così Ivan Reitman: "Se ne è parlato moltissimo. Al momento abbiamo uno script divertentissimo che i membri del cast hanno letto e apprezzato. Stiamo aspettando che lo legga pure Bill Murray" (comingsoon.it). 
Speriamo in bene...

MG
Gnomeo & Giulietta

Stratford -Upon-Avon. Il Signor Capulet e la Signora Montague sono vicini di casa ed entrambi sono molto orgogliosi dei loro rispettivi giardini, cosparsi di Gnomi di plastica. I due confinanti sono fomentati da un'accesa rivalità che, quando gli umani non sono nei paraggi, viene appassionatamente ripresa dagli stessi Gnomi che hanno portato la sfida a un livello ancor più personale: il semplice fatto di essere un Rosso del Giardino Rosso o un Blu del Giardino Blu è fonte di una serie di pregiudizi che molti di loro non comprendono ma che neppure mettono in discussione. A farne le spese saranno Gnomeo & Giulietta e la loro contrastata storia d'amore...
 
(cinematografo.it)
Sorelle mai

Il regista Marco Bellocchio segue le vicende che avvengono nella casa dove è cresciuto con le sue sorelle Letizia e Mariuccia. Quello è il luogo dove torna sempre, nella bellissima Bobbio, nel Piacentino dove il Trebbia scorre tranquillo. Nella casa vive la piccola Elena, figlia di Sara, la bambina di cui si segue l'evoluzione, prima a tre poi a cinque e a dieci anni. Elena vive con le zie nel paese perché sua madre fa l'attrice ed è costretta a spostarsi di continuo. Ma la bambina non è sola. Suo zio Pier Giorgio la adora e sua madre non l'ha abbandonata: appena le è possibile torna per trascorrere del tempo con lei. Un giorno, però, Sara arriva con una novità. Vuole portare Elena con sé a Milano. È arrivato il momento in cui la bambina dovrà lasciare il paese, la sua casa natale e separarsi dalle zie, forse definitivamente...

(cinematografo.it)
Amici miei - Come tutto ebbe inizio

Firenze, fine '400. Duccio, Cecco, Jacopo, Manfredo e Filippo, sono fermamente decisi a prolungare lo stato felice della giovinezza e a sfuggire alle responsabilità che la vita adulta pone loro di fronte. Celebri per le loro 'zingarate', i cinque amici non si fermano di fronte a nulla, neanche alla drammatica comparsa della peste. La città, rinchiusa e spaventata a causa dell'epidemia, si rivela infatti terreno fertile per le beffe ordite dal goliardico quintetto, anche per esorcizzare la paura della morte. Il caustico sarcasmo del gruppo non risparmierà nessuno, neanche gli amici...

(cinematografo.it) 
Beyond

Quello che per Leena - una donna di origini finlandesi ma svedese di adozione - era nato come un giorno di festa, dopo aver ricevuto una telefonata si trasforma per lei in un doloroso viaggio nel passato che la costringerà a fare i conti con gli infelici eventi della sua famiglia, che lei era riuscita a cancellare con un estremo atto di volontà.

(cinematografo.it) 
Nessuno mi può giudicare

Alice ha 35 anni, un marito imprenditore nel ramo dei sanitari e un figlio, Filippo, di 9 anni. Donna superficiale, antipatica e classista, vive una bella villetta di Roma nord che gestisce con tre domestici extra-comunitari. La sua è un'esistenza dorata, senza alcun problema. Tutto ciò fino alla morte di suo marito. Alice, infatti, eredita un grosso debito da saldare e rimane sul lastrico. Sarà quindi costretta ad abbandonare la sua casa e i suoi agi per trasferirsi in periferia, ma soprattutto dovrà trovare un modo per guadagnare nel più breve tempo possibile il denaro necessario a garantire a se stessa e a Filippo un tenore di vita adeguato al precedente. E come riuscire a fare tanti soldi in poco tempo? Secondo lei basta esercitare il mestiere più antico del mondo! Con l'aiuto di Eva, una escort professionista, Alice verrà introdotta in un giro di politici, imprenditori, artisti e personaggi sportivi e, dopo un disastroso debutto, si butterà a capofitto nella sua missione. Nel frattempo, la donna entrerà anche in contatto con una serie di nuove persone che cambieranno per sempre la sua visione del mondo: Giulio, gestore di un Internet Point di sani principi che odia le bugie e l'ipocrisia, con cui inizierà una relazione d'amore minata dal segreto della sua 'professione'; Lionello, il portiere del palazzo, razzista, qualunquista e politicamente scorretto in tutto ciò che dice, ma in fondo con un cuore d'oro; Enzo e Tiziana, quarantenni sposati e senza figli convinti che il buon vicinato sia una ragione di vita; Aziz, il cameriere pakistano dal cuore grande che la aiuterà nel vero momento del bisogno; Biagio, commesso dell'Internet Point che soffre per amore della sua fidanzata Sofia che l'ha tradito con un giocatore di rugby.

(cinematografo.it) 
Dylan Dog - Il film

Dylan Dog, il detective dell'orrore, stufo di zombie e vampiri ha deciso di andare anticipatamente in pensione. Tuttavia, il lavoro del detective del mistero per lui non è mai davvero finito e quindi è costretto a tornare in azione per decifrare alcune iscrizioni ritrovate su un antico manufatto che pare abbia il potere di annientare l'intera umanità.

(cinematografo.it) 
Street Dance 3D

Il corpo di ballo di strada a cui appartiene la talentuosa Carly ha finalmente conquistato la finale dello 'UK Street Dance Championship'. Tuttavia, l'abbandono del gruppo da parte del carismatico Jay, il fidanzato di Carly, getterà lei e i suoi amici nello sconforto infrangendo i loro sogni. Carly sceglie, però, di non abbattersi e dimostrare che può comunque condurre il gruppo alla vittoria, anche se deve scontrarsi con un'ulteriore difficoltà: la perdita dello spazio per le prove. In suo aiuto interviene Helena, capo-istruttrice di danza della Ballet Academy che, impressionata dal talento e dall'entusiasmo della ragazza, presterà al gruppo di street dance la sala prove della prestigiosa scuola, sperando in una collaborazione con i suoi ballerini in vista delle prossime audizioni per il Royal Ballet. Tra i due gruppi nascerà l'inevitabile scontro culturale, ma il tempo e la frequentazione permetteranno ai due corpi di ballo di trovare un accordo per lavorare insieme e centrare i rispettivi obiettivi.

(cinematografo.it) 
Tournée

Il volto dell'impresario Joachim porta impresse su di sé mille storie. Viaggiando con un gruppo di bellissime spogliarelliste americane, tenta di fare ritorno sulle scene con un nuovo spettacolo di burlesque portandolo in giro per la Francia. Ma quando il tour inizia, Joachim deve fare appello a tutte le sue energie per ricevere un compenso adeguato, mantenere la sua ex moglie, fare felici i suoi figli e tenere d'occhio le ragazze, sempre più incontrollabili.

(comingsoon.it)

Uscite al cinema del 16 marzo 2011

16 marzo 2011
  • Tournée (di Mathieu Amalric, con Mathieu Amalric, Anne Benoit - distr. Nomad Film
  • Street Dance 3D (di Max Giwa, con Charlotte Rampling, Nichola Burley - distr. Eagle Pictures)
  • Dylan Dog - Il film (di Kevin Munroe, con Brandon Routh, Sam Huntington - distr. Moviemax)
  • Nessuno mi può giudicare (di Massimiliano Bruno, con Paola Cortellesi, Raul Bova - distr. 01 Distribution)
  • Beyond (di Permilla August, con Noomi e Ola Rapace - distr. Sacher)
  • Amici miei - Come tutto ebbe inizio (di Neri Parenti, con Christian De Sica, Massimo Ghini - distr. Filmauro)
  • Sorelle mai (di Marco Bellocchio, con Piergiorgio Bellocchio, Alba Rohrwacher - distr. Teodora Film)
  • Gnomeo & Giulietta (di Kelly Asbury Animazione - distr. Walt Disney)

lunedì 14 marzo 2011

8000 visualizzazioni

I Cineuforici hanno raggiunto le 8000 visualizzazioni di pagina.


Grazie a tutti e... continuate a seguirci!

Box office weekend 11/13 marzo 2011

  1. Rango
  2. Il rito
  3. La vita facile
  4. Il discorso del re
  5. Manuale d'amore 3
  6. Black Swan - Il cigno nero
  7. The Fighter
  8. I ragazzi stanno bene
  9. Piranha 3D
  10. Tutti al mare

domenica 13 marzo 2011

Panorama du Grand Canal vu d'un bateau (1896): prima carrellata

Ecco la prima carrellata ufficiale della storia del cinema (anche se ne esiste un'altra di pochi mesi prima - Macon: panorama pris d'un train, ma l'operatore è sconosciuto). 
Siamo a Venezia nel 1896 e l'operatore che lavora per i fratelli Lumière è Alexandre Promio, il quale riprende il Canal Grande da un traghetto in movimento.
L'idea dell'operatore è che "se la camera immobile permette di riprodurre ogetti mobili, potremmo rigirare la preposizione e cercare di riprodurre oggetti immobili con l'aiuto del cinema mobile".


Mattia Giannone

sabato 12 marzo 2011

Nord

Nord

(Norvegia 2009, 78 min., drammatico)

Il Grande Bianco, una motoslitta, le sigarette e l'alcol. Sono questi gli amici/nemici di Jomar Henriksen (Anders Baasmo Christiansen), ragazzo in piena depressione e senza nessuno obiettivo nella vita. Dopo una caduta con gli sci e il conseguente ritiro dalle competizione, Jomar si perde e vede il vuoto davanti a sé: trascura la moglie che lo lascia, si abbandona all'alcol e al fumo, gestisce in malo modo una baita adibita alla vendita di sci e skipass.
Un giorno, un suo vecchio amico gli annuncia che ha un figlio nel profondo Nord. E' l'opportunità per Jomar di cambiare vita: decide di partire verso suo figlio con una motoslitta, l'alcol e le sigarette.
Il cineasta Rune Denstad Langlo firma un film dal sapore mitico. L'elogio del perdente Jomar inizia laddove ha perso già tutto (la sua caduta con gli sci non viene mostrata); gli restano due possibilità: il baratro o la risalita. Scontata sembrerebbe la seconda scelta, ma qui Langlo sceglie una terza strada che comporti sia l'abisso che la rinascita. In che modo? Facendo tentennare Jomar nelle sue scelte: il ragazzo impiegherà parecchio a smuoversi, preferendo stare a mollo nell'alcol e solo un incidente (l'incendio della baita) lo cambierà. Non quindi una vera scelta o un atto di responsabilità, ma il mero caso. Sarà la strada a far sì che questo caso, si trasformerà in responsabilità.
Pagina a parte spetta ai vari personaggi che Jomar incontra lungo il suo viaggio: uno più assurdo dell'altro (mitico l'anziano eremita legato alla sua motoslitta). Così irreali, così soli, così "lontani" che a Jomar fanno tenerezza; è come se si rendesse conto dell'esistenza di persone appartenenti a un mondo più in là della punta del proprio naso.
Incredibile la fotografia, aiutata dal magnifico paesaggio del grande Nord.

Mattia Giannone

giovedì 10 marzo 2011

Analisi de "Il Petroliere" di Paul Thomas Anderson


PAUL THOMAS ANDERSON
Il Petroliere
(There Will Be Blood, Usa 2007, 147 min., col., drammatico)


Incipit

Una vallata della California. Musica ronzante, un continuum implacabile. Picconate. Una miniera d'argento. Poi un martello percussore cade per caso, facendo affiorare fango nero sulla superficie. La miniera diventa un pozzo. Crolla un argano e muore un operaio. Dieci minuti di cinema assoluto, assenza di dialoghi, fredda rappresentazione. L'incipit de Il Petroliere (http://www.youtube.com/watch?v=Lw91jnWxbKw&feature=related) eguaglia per grandiosità e potenza quello di 2001 Odissea Nello Spazio, il quale persino non "iniziava" che dopo due o tre minuti di spasmodica attesa. Qui troviamo, al posto del monolite kubrikiano, una materia scura e viscosa, che provoca un analogo"salto" nella narrazione.

Di dreeeeenaggio si tratta!

Il Petroliere, titolo italiano che indica un personaggio specifico (il cercatore di petrolio Plainview), sarebbe azzeccato se stessimo per guardare la tipica vicenda americana dell'uomo che si fa da sè . Ma There Will Be Blood, questo il titolo originale e davvero indicativo, è ben altro. Di drenaggio si tratta, come recita Plainview nel finale (Io..Bevo..Il tuo…Frullato! http://www.youtube.com/watch?v=j0Ie6Z5xP0o): prosciugamento della materia e dello spirito, annunciato come una profezia di sangue per chi lo ostacolerà. E' la storia di un uomo che abdica alla propria umanità per realizzarsi nella sociopatia totale; che piega a suo piacimento la natura. L'uomo nuovo che, sbranando la terra, (Il sangue dell'agnello, lo bevo io ecco il "sangue" del titolo), riesce a crearsi una vita senza gli altri, di totale autosufficienza, attraverso il sacrificio di chiunque lo circondi.

Io sento la competizione in me… io non voglio che gli altri riescano

Sete di dominio, soppressione di qualsiasi forma di moralità a favore della logica industriale; metafora a tinte forti della società americana, divisa tra arrivismo spietato e ipocrisia come fondamenta esistenziale (sono un uomo di famiglia..). L'aspetto individuale (l'impero di Plainview) e quello collettivo (la chiesa "Terza Rivelazione" di Eli) si scontrano per tutta la durata del film scandendone il ritmo. Quando Plainview si imbatte in Eli e nelle sue prediche invasate, è travolto da un desiderio di pura sopraffazione: dichiarata la sua apostasia (e quindi la sua falsità, cosa che non lo rende migliore di Plainview), Eli soccombe nella massima umiliazione imposta del tiranno, che impone il suo potere e la sua superiorità fisica.

Voglio guadagnare così tanto da stare lontano da tutti

Misantropico, antisociale, la figura di Plainview è una delle più terribili della storia del cinema. In quella che forse è l'interpretazione più sensazionale del decennio, Daniel Day Lewis dà volto a un eroe titanico del male: un personaggio alla ricerca di un'indipendenza assoluta, che vuole vivere in una civiltà senza società. Il desiderio di dominare e distruggere tutto è una affermazione abnorme di volontà e individualità; per raggiungere l'obiettivo è disposto a eliminare chiunque si imbatta sul suo cammino. Plainview vede il peggio delle persone al primo incontro e ne è disgustato: Il “fratello” ritrovato, parassita dietro il suo volto gentile, ucciso per il pericolo che costituisce alla sua solitudine.
Oil!

La pellicola è ispirata al romanzo Oil! Di Upton Siclair. Si tratta però di una libera trasposizione: infatti al regista Paul Thomas Anderson (Boogie Nights, Magnolia) poco importa la storia originale. Il ritratto a tinte forti del magnate del petrolio Edward L. Doheny è solo un pretesto per raccontare l’avidità rapace statunitense. Lo fa con uno stile essenziale, mettendo in luce poche figure molto ben delineate, quasi “sopra le righe”, e sorretto da una diegesi che procede a blocchi narrativi separati. La storia è scritta con una fotografia che da accecante si fa sempre più buia; dagli esterni si passa agli interni; i campi lunghi si riducono a primi piani. Tutta al servizio della regressione cancerogena nella personalità di Plainview, sempre più solo. La scena dell’esplosione è eccezionale (http://www.youtube.com/watch?v=-6eXVOZ0lS8) e mette in luce tutto il suo cinismo: seduto a guardare la torcia infuocata dal pozzo dopo che il figlio (bastardo in una cesta) rimane sordo e ferito. Evento che alimenta la sua autocombustione fino a un punto di rottura, con la resa dei conti finale, nella quale finalmente esclamerà: I’m Finished (http://www.youtube.com/watch?v=I1PYp-fsZOA).
Ho finito

"Il petroliere" è già considerato una delle opere-chiave degli anni zero. il parallelo presentato è ardito, tra l’america interpretata da Plainview, quella chiusa e protezionista degli anni 20, e quella dell’epoca Bush. Il film, candidato a ben 8 premi oscar, ebbe la “sfortuna” di trovarsi in competizione con Non è un paese per vecchi, altra pellicola mastodontica, vincendo solo nelle categorie di miglior attore e miglior fotografia.

Stefano Uboldi


Le stelle inquiete

La filosofa Simone Weil è ospite del filosofo contadino Gustave e di sua moglie Yvette. Insieme, i tre vivranno un intenso momento fatto di un'intimità unica e preziosa, in cui l'attrazione, la complicità e la gelosia, lasceranno il posto all'amore e alle risa. L'esperienza aiuterà tutti loro a evadere per un breve attimo da uno dei periodi più brutti della Storia.

(cinematografo.it) 
Holy Water

Quattro amici scapoli vivono a Killcoulin's Leap, un piccolo villaggio irlandese in cui le donne e la vita notturna scarseggiano. Per dare una svolta alla loro vita, i quattro architettano un piano per recuperare del denaro e fuggire dal noioso paesino: rapinare un carico di Viagra per poi rivenderlo sulla piazza di Amsterdam. Ma la merce che pensavano potesse avere un valore di alcune migliaia di sterline, in realtà vale 63 milioni di dollari, quindi la società derubata invia nel villaggio una squadra d'investigatori americani per recuperare il carico e catturare i ladri. Dal momento che i quattro amici hanno nascosto il bottino all'interno di un pozzo ritenuto fonte di "acqua santa", le pasticche, disperse nell'acquedotto, faranno diventare il paesino più spento d'Irlanda una comunità eccitante e pronta a preservare il segreto della sua nuova vitalità...

(cinematografo.it) 
Ramna and Beezus

La piccola Ramona Quimby è una bambina dalla fervida vivida immaginazione e con un'energia senza limiti che, però, spesso la fanno rimanere vittima di buffi incidenti. Incidenti che imbarazzano da morire sua sorella Beatrice - detta 'Beezus'perché Ramona, quando ha imparato a parlare, non riusciva a dire bene il suo nome - costretta a sopportare le sue buffonate. Tuttavai, mentre Beezus sta cercando il coraggio di chiedere a Henry di uscire con lei, Ramona grazie al suo insopprimibile senso di avventura e divertimento si metterà in testa di salvare la casa della sua famiglia prima che sia troppo tardi...

(cinematografo.it) 
Tutti al mare

Maurizio è il proprietario di un chiosco in riva al mare frequentato, dall'alba al tramonto, da un campionario di varia umanità. Dai clienti al personale, ognuno di loro è rappresentante di uno spaccato del nostro paese, un'Italia stracarica di immagini, di feticci, di simulacri e falsi miti in cui è impossibile togliersi la maschera, anche se si indossa solo un costume da bagno...

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Rango

Rango è un camaleonte domestico, abituato a vivere nel suo comodo e tranquillo terrario, che a causa di uno sbandamento dell'auto dei suoi proprietari, si troverà perso in nel mezzo del deserto. Tuttavia, il suo coraggio e la sua voglia di protagonismo lo faranno diventare l'imprevisto eroe di una cittadina del West chiamata Dirt...

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Gangor

Purulia, India. Il fotoreporter indiano Upin viene mandato nel villaggio per raccontare con le sue immagini lo sfruttamento delle tribù. Durante la sua escursione, l'uomo resta incantato di fronte a Gangor, una donna che sta allattando il figlio, e al suo enorme seno. Upin decide di immortalarla con la sua macchina fotografica ma l'immagine di Gangor pubblicata sul giornale desta nel villaggio un enorme scandalo e lei si troverà sola e indifesa contro le violenze dei suoi conterranei.

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Il rito

Il seminarista americano Michael Kovak arriva in Italia per studiare in Vaticano le tecniche per praticare gli esorcismi. Carico di un profondo scetticismo e assalito dai dubbi su questa pratica controversa finanche sulla sua stessa fede, Michael tenterà di riportare tutte le ipotesi a una teoria più psicologica che esoterica e religiosa. Tuttavia, l'incontro con Padre Lucas, un sacerdote dai metodi poco ortodossi e che ha eseguito migliaia di esorcismi, vedrà Michael coinvolto in un caso talmente inquietante e inspiegabile che metterà in dubbio tutte le sue certezze.

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I ragazzi stanno bene

Nic e Jules stanno insieme da anni e sono abituate agli alti e bassi della loro storia d'amore, anche se spesso Jules, che si occupa della casa e ricopre pienamente il ruolo di madre, si sente trascurata da Nic, sempre impegnata nel lavoro. La coppia ha due figli, concepiti in provetta con lo stesso uomo che però i ragazzi non hanno mai conosciuto. La figlia maggiore, Joni, è una studentessa modello, sta per compiere 18 anni e partire per l'università. Suo fratello Laser ha 15 anni e preoccupa le sue mamme, consapevoli di quanto particolare sia gestire un adolescente maschio nell'età dello sviluppo e in apprensione per la sua amicizia con Clay, un coetaneo problematico e in costante cerca di guai. Un giorno Laser chiede a sua sorella di aiutarlo: ha il desiderio di conoscere finalmente il padre naturale e lei, che ha appena raggiunto la maggiore età, può farne richiesta formale. Joni non ne sente il bisogno, ma decide di accontentare il fratello e insieme lo vanno a trovare. Paul, proprietario di un ristorante bio-organico, si rivelerà un tipo decisamente sui generis e ne combinerà di tutti i colori, portando scompiglio in famiglia.

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Carissima me

Nel giorno del suo 40mo compleanno Margaret, una donna in carriera dal pugno di ferro, riceve da un notaio di una piccola provincia delle vecchie lettere che si era scritta quando aveva sette anni. Rileggendole, Margaret farà un tuffo nel passato in cui riemergeranno ricordi nascosti e situazioni dimenticate che faranno vacillare tutte le sue certezze e rimetteranno in questione la sua vita.

(cinematografo.it) 

Uscite al cinema nel weekend del 11 marzo 2011

11 marzo 2011
  • Carissima me (di Yann Samuell, con Sophie Marceau, Marton Csokas - distr. Videa Cde)
  • I ragazzi stanno bene (di Lisa Cholodenko, con Juliane Moore, Mark Ruffalo - distr. Lucky Red)
  • Il rito (di Mikael Hafström, con Anthony Hopkins, Colin O'Donoghue - distr. Warner Bros)
  • Gangor (di Italo Spinelli, con Adil Hussain, Priyanka Bose - distr. Cinecittà Luce)
  • Rango (di Gore Verbinski, Animazione - distr. Universal)
  • Tutti al mare (di Matteo Cerami, con Marco Giallini, Ilaria Occhini - distr. 01 Distribution)
  • Ramona and Beezus (di Elizabeth Allen, con Joey King, Selena Gomez - distr. 20th Century Fox)
  • Holy Water (di Tom Reeve, con Linda Hamilton, Tiny Lister - distr. Mediterranea Production)
  • Le stelle inquiete (di Emanuela Piovano, con Lara Guirao, Fabrizio Rizzolo - distr. Bolero Film)

lunedì 7 marzo 2011

Box office weekend 4/6 marzo 2011

  1. Manuale d'amore 3
  2. La vita facile
  3. Black Swan - Il cigno nero
  4. Il discorso del re
  5. The Fighter
  6. Piranha 3D
  7. Unknow - Senza identità
  8. Amori e altri rimedi
  9. Il gioiellino
  10. Femmine contro maschi

venerdì 4 marzo 2011

Piranha 3D

Arizona. Lo sceriffo Julie Forester dovrà cercare di portare in salvo gli ignari turisti che si sono fermati sulle rive del lago Victoria, minacciati del pericolo provocato da una crepa che si è aperta sul fondo, a seguito di un terremoto, e da cui è uscito un banco di feroci piranha preistorici.

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Il buongiorno del mattino

Becky Fuller, produttrice di TG locali, realizza il sogno di una vita: andare a lavorare per un programma nazionale e trasferirsi in una grande città. Assunta per collaborare al programma d'informazione nazionale del mattino "Daybreak", a New York, la ragazza già dal primo giorno di lavoro si rende conto che il sogno rischia di tramutarsi in incubo: il programma è un fiasco e ha bisogno di una ventata di novità. Riuscirà Becky, giovane, coraggiosa, determinata e con grandi capacità, a far coesistere il leggendario, eccentrico e presuntuoso conduttore Mike Pomeroy, chiamato a risollevare le sorti della trasmissione, con la spumeggiante Colleen Peck, già conduttrice del TG del mattino? L'incontro tra le due personalità rischierà di affondare ancora di più il già sfortunato programma, ma la passione, la tenacia di Becky dimostreranno che nulla è impossibile, anche salvare la propria reputazione e la storia d'amore con il collega produttore Adam Bennett...

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La vita facile

L'amicizia di Mario e Luca, due ragazzi che si sono laureati in medicina insieme e si frequentano assiduamente, viene messa a dura prova quando incontrano la giovane e bellissima Ginevra. Entarmbi se ne innamorano, ma sarà Mario a conquistare il cuore di lei e i due si sposano. Deluso, Luca decide di andarsene in Africa per lavorare negli ospedali da campo. Passano gli anni, Mario è diventato un luminare della cardiochirurgia, ma la sua vita non è così perfetta. Per questo decide partire per il Continente Nero e andare a ritrovare il suo amico Luca. Ma non sarà solo Mario a partire, anche Ginevra decide di raggiungere i due e, una volta giunta pure lei sul posto, il riunito trio si troverà a vivere ancora una volta le antiche emozioni, ma con inevitabili ripercussioni...

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Il gioiellino

L'azienda agro-alimentare fondata da Amanzio Rastelli è considerata un vero e proprio 'gioiellino' del panorama economico internazionale. Ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa e in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori, la società è però gestita a conduzione familiare. Amanzio, infatti, ai posti di comando ha messo i suoi parenti più stretti - il figlio, la nipote - e alcuni manager di provata fiducia, ma privi di una laurea. Tale amministrazione porterà il management ad affrontare sfide sempre più ardue e difficili da gestire: Rastelli e il suo team si vedrà costretto a contrarre debiti, falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggi politici, tentare operazioni di finanza creativa sempre più rischiose. Finché la voragine economica e finanziaria diventerà enorme e pronta a inghiottire tutto...

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Una cella in due

Romolo, avvocato d'affari fedifrago e con ben poca deontologia professionale, e Angelo, giovane disoccupato che per disperazione tenta una rapina, si ritrovano compagni di cella. I due, costretti a dividere lo spazio con un tipo piuttosto bizzarro, Manolo, si troveranno coinvolti in un'evasione ricca di colpi di scena e con un finale divertente e inaspettato.

(cinematografo.it) 
The Fighter

L'ascesa nell'Olimpo della boxe del pugile "Irish" Micky Ward, conosciuto da tutti per la sua lealtà e la sua determinazione. Ad aiutarlo e sostenerlo nell'impresa sarà il suo fratellastro Dicky Eklund, ex pugile divenuto celebre per aver combattuto contro Sugar Ray Leonard, che si è reinventato allenatore ma la cui vita burrascosa mette a serio repentaglio tanto la propria esistenza quanto la carriera di Micky, gestita agli esordi dalla madre Alice e dal fratello Dicky, appunto. Nonostante l'impressionante gancio sinistro Micky continua a perdere sul ring. Viene quindi persuaso dalla sua ragazza Charlene a staccarsi dalla famiglia e cambiare allenatore per perseguire i suoi interessi, ma quando gli viene offerta l'opportunità di combattere per il titolo Micky capisce che avrà bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere.

(cinematografo.it) 
Easy Girl

Per aumentare la sua popolarità a scuola, l'adolescente Olive Penderghast finge di aver già avuto un'esperienza sessuale. Tuttavia, la sua azione sortisce l'effetto contrario. Infatti diventa sì popolare, ma in senso negativo, additata da tutti come una 'ragazza facile'. Poi, un giorno, durante la lezione di letteratura in cui si sta studiando il romanzo "La lettera scarlatta " di Hawthorne ha un'idea: anche lei, novella Hester Prynne, apporrà sui vestiti una lettera 'A rossa'...

(cinematografo.it)

Uscite al cinema nel weekend del 4 marzo 2011

4 marzo 2011
  • Easy Girl (di Will Gluck, con Emma Stone, Amanda Bynes - distr. Sony)
  • The Fighter (di David O. Russell, con Christian Bale, Mark Wahlberg - distr. Eagle Pictures)
  • Una cella in due (di Nicola Barnaba, con Maurizio Battista, Enzo Salvi, Massimo Ceccherini - distr. Iris)
  • Il gioiellino (di Andrea Molaioli, con Toni Servillo, Remo Girone - distr. Bim)
  • La vita facile (di Lucio Pellegrini, con Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Vittoria Puccini - distr. Medusa)
  • Il buongiorno del mattino (di Roger Michell, con Rachel McAdams, Harrison Ford, - distr. Universal)
  • Piranha 3D (di Alexandre Aja, con Adam Scott, Elisabeth Shue - distr. Bim)

7000 visualizzazioni

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mercoledì 2 marzo 2011

Pioggia

Pioggia

(Regen, Olanda 1929, 12 min., B/N, documentario)

Amsterdam durante un temporale, dal suo inizio alla sua fine: un percorso ciclico.
Il secondo documentario dell'olandese Jori Ivens (il primo è Il ponte del 1927) è un capolavoro delle "sinfonie urbane". Costruito con ritmi veloci, inquadrature serrate e più punti di vista, Regen ci mostra tutta la poesia del cineasta di Nimega: indugiare sulle cose, sulle ombre, sui riflessi e le forme dell'acqua.
Ivens costruisce una sinfonia visiva (non a caso è priva di didascalie) a partire dall'evento atmosferico, dalla potenza di un fenomeno naturale e, allo stesso tempo, dalla sua effimerità per elevarlo e mostrarlo nella sua liricità.
La musica è originale, pensata appositamente per il film.
Magnifico: un vero regalo per gli occhi.

Mattia Giannone

Stramilano

Stramilano
  
(Italia 1929, 14 min., B/N, documentario
 
Milano prima degli anni '30, in pieno regime fascista. Milano dall'alba al tramonto, la periferia (dove ci si muoveva coi carri) e il centro storico (con le automobili e i tram), l'industria manufatturiera e quella tessile, la moda e la danza.
Questa "sinfonia urbana" di Corrado D'Errico, prodotta dall'Istituto Luce, è vicina al movimento futurista dell'epoca (la moda e i personaggi altolocati che s'intravedono, nonchè le luminarie finali in piazza Duomo e le "ciminiere astratte") e di Berlino. Sinfonia di una grande città (Ruttmann, 1927), dal quale eredita molti dei passaggi: i trasporti e le industrie milanesi. A tal proposito, D'Errico si sofferma sulle imprese tessili (le lavoratrici presentate con una celebre carrellata, sono evidentemente in posa) e su tutto il processo della lavorazione del tessuto fino al defilé privato delle modelle. I milanesi non disdegnano lo svago (concerti e balli) e vengono mostrate le mete della domenica: i laghi lombardi. 
Il documentario si chiude sul simbolo della città: il Duomo, nella sua penombra grigiastra e nebbiosa.

Mattia Giannone

David O. Russell: The Fighter


DAVID O. RUSSELL
The Fighter
(Usa 2010, 115 min., col., drammatico)

La storia di due pugili e della loro famiglia. Due fratelli, provenienti dallo stesso ambiente, i quartieri proletari della provincia americana, completamente diversi fra loro: nell'intervista che apre il film, uno di loro dice: "io gioco d'esterno, lui incassa, di'interno".

Dicky (Christian Bale) ex lottatore che sfidò una leggenda vivente (Sugar Ray Leonard) e Micky (Mark Wahlberg) pugile di razza ma poco fortunato. Dicky passa il suo tempo a drogarsi per attenuare il rimpianto di una vita che poteva salvarlo dalla miseria, e (quando è lucido) allena il fratello cui è molto legato. Quando la situazione collassa, uno arrestato e l'altro in crisi, un ultimo incontro redimerà le loro vite. A fare emergere il talento di Micky non sarà solo Dicky, che vede attraverso il successo del fratello un riscatto, ma anche la fidanzata Charlene (Amy Adams), barista anch'essa in fuga dalla propria vita, in diretto contrasto con l'invasiva madre dei due(Melissa Leo), vera e propria manager dei figli.

David O. Russell porta in scena una storia vera focalizzando soprattutto sui rapporti familiari, vero soggetto del film, molto più che lo sport. Il regista di Three kings, noto per il suo carattere difficile (ha davvero preso a pugni molti suoi attori!), ci presenta una pellicola costruita con solidità, robusta anche se accessibile al grande pubblico. Purtroppo annoia la ripresa a mano "tremolante", scelta per incidere sul realismo: alcune vicende sono seguite da una troupe che lavora sulla storia della vita (soprattutto del declino) di Dicky.

Il punto di forza del film, garante dei suoi premi, è la prova attoriale cui sono stati sottoposti i protagonisti. Primo su tutti Christian Bale, che per questa parte è dimagrito moltissimo (non è la prima volta) regalandoci una interpretazione febbrile, convincente, del ragazzino mai cresciuto e schiacciato dalle avversità.

In tutta onestà, il film non dice niente di nuovo. Un film da oscar potremmo dire, di quelli che appena prodotti si mormora "questo vince l'oscar!" ma che poi si dimentica subito. La vicenda è prevedibile, storia di ascesa poi caduta e infine ripresa tipica del genere sportivo; poi le somiglianze con altri film sul tema, Rocky su tutti, soprattutto per quanto riguarda l'ambiente di riferimento della classe operaria americana. Altri personaggi dello sport sono stati rappresentati con maggiore forza emotiva.

Un film notevole dunque, ma non eccezionale. Ha avuto il suo momento di gloria, come un pugile al suo apice, destinato però ad essere oscurato in breve. Soprattutto per un pubblico alla ricerca di qualcosa che rimanga impresso nella memoria, cinema di cui il nostro blog è assetato cercatore.


Stefano Uboldi